#FridayReads: The Color Master, Aimee Bender

the color master

Nuova raccolta di racconti di Aimee Bender, uscita poco più di due settimane fa (13 agosto). Da leggere, al solito, a piccole dosi, ché tutte queste storie di alienazione incomunicabilità illusione solitudine insieme possono far girare la testa.

Finita la prima parte di tre, tra tutti i racconti per ora spicca senz’altro “Faces” (dove c’è una madre e un figlio e i suoi amici indistinguibili e poi non vi dico altro perché odio le quarte di copertina che svelano il centro dei racconti ancora prima di avere la possibilità di leggerli).

Se volete un assaggio potete leggere online “Americca” (parte terza) che Salon ha pubblicato qualche giorno prima dell’uscita del libro. In realtà diversi racconti di questa raccolta sono rintracciabili altrove e anche in rete, anche se con piccole variazioni; per esempio “Appleless” è stato pubblicato sulla Blue Issue della Fairy Tale Review che è disponibile per il download gratuito. (Tutte letture consigliate!)

Per quanto riguarda l’edizione, devo dire lo stile delle copertine inglesi di Aimee Bender non mi entusiasmava, poi vedendole dal vivo ho cambiato idea. Veramente notevoli, i colori vividi e tutto. (E la strana familiarità di The Color Master, forse per la somiglianza con Bad Dreams di Anne Fine che era un libro che avevo da ragazzina? Oh boh.)

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3 thoughts on “#FridayReads: The Color Master, Aimee Bender

  1. Se ti piacciono le raccolte di romanzi, te ne consiglio una bellissima di Stephen King, “Tutto é fatidico”. Ciò che rende unico quel libro, oltre alla qualità dei racconti, é il fatto che al termine di ciascuno di essi trovi una postfazione in cui l’ autore ti spiega la genesi di quel racconto. La versione letteraria del “Making of” che trovi di solito nei contenuti extra dei dvd.

    • Ciao, grazie per il commento 🙂 E sì, da un po’ di tempo a questa parte mi sto appassionando di narrativa breve, anche grazie a fortunati incontri (George Saunders e Margo Lanagan su tutti, per ora). Ti ringrazio anche per il consiglio, l’idea di conoscere la genesi di un racconto mi piace (anche la Lanagan lo fa); devo dire che però Stephen King mi rimane un po’ indigesto, lo trovo tanto compiaciuto. 😦 (No, niente fazioni! è solo quello che mi dà la lettura dei suoi libri.) Ma terrò comunque la detta raccolta in considerazione, non si sa mai. 😉

      • Non mi sono mai irritato particolarmente nel vedere una persona compiacersi delle proprie qualità, a patto che ci fossero. Ad esempio, ricordo che una volta stavo guardando i mondiali di nuoto con la mia famiglia: Federica Pellegrini aveva appena battuto un record del mondo, e davanti ad una giornalista disse “Sono la migliore atleta italiana di tutti i tempi.” Mia madre si mise le mani in viso vergognandosi per lei; io invece pensai che la Pellegrini aveva appena battuto un record del mondo, e quindi aveva tutto il diritto di fare quella sparata. Non discuto sul fatto che sia antipatica, ma le sue spacconate non mi irritano, perché se le può permettere. Ma sono andato fuori tema. Grazie per la risposta! : )

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